La cucina astigiana offre spunti stagionali, legati soprattutto agli ortaggi e al tartufo (da metà settembre a fine dicembre). I piatti tipici sono tantissimi: tra gli antipasti, la carne cruda battuta a coltello, piccole frittate varie (di patate, di cipolle, di erbe verdi), il tonno di coniglio, l'insalata di funghi reali crudi, le acciughe al verde, il salame crudo e il salame cotto, il cotechino, il lardo, il carpione (zucchine, uova, bistecchine), insalata di trippe crude o cotte, insalata russa, giardiniera, lingua di vitello con salsa, peperoni ripieni, peperoncini tondi ripieni di acciuga, uova ripiene, vitello tonnato, uova e piselli, anguilla in carpione, merluzzo e patate.
L'allevamento della pregiata razza piemontese, qui condotto in piccole dimensioni familiari (quasi tutte le imprese agricole locali sono a conduzione diretta della famiglia coltivatrice), produce carni eccezionali, non soltanto per gli usi di cottura (memorabili lo stinco cotto con l'osso o l'eccezionale bollito misto), ma soprattutto per i consumi a crudo.
I dolci tipici sono: lo zabaione (al vino), il bunet, la panna cotta, le torte varie (di castagne, di nocciole, di mele, di zucca), le pesche ripiene, le pere cotte e caramellate. I dolci secchi sono il torrone (duro e nocciolato, anche al cioccolato), gli amaretti di vario tipo, le paste di meliga, i baci di dama, i brutti e buoni (albume d'uovo), i torcetti, i tartufi di cioccolato, la Tirà, un dolce bianco e croccante, delicatissimo, che si ricava da una particolare procedura di sotterramento nelle sabbie umide.